Nel corso degli ultimi anni ed in particolare dal 1990 ad oggi, si è di fatto assistito all'incremento del rischio idraulico legato al reticolo consorziale, particolarmente evidente in ambito urbano, anche in ragione di tendenze climatiche differenti rispetto al passato.
I fenomeni di esondazione verificatisi nel suddetto periodo, anche se non paragonabili quantitativamente a quelli indotti dalle aste idrauliche principali nella Provincia di Rimini, ne hanno profondamente inciso il tessuto socio-economico, ponendo in primo piano il problema della difesa idraulica su tutti i Comuni della fascia costiera.
La rete di bonifica si è vista quindi costretta a seguire la massiccia tendenza evolutiva dell'urbanizzazione nella Provincia di Rimini, che non sempre ha trovato il supporto di piani e programmazioni rigorose, portando spesso ad adattamenti in corso d'opera della rete di fognatura, non supportati dai necessari approfondimenti di carattere progettuale: la conseguenza della carenza pianificatoria, in termini edilizi, si è tradotta nel consolidarsi dell'edificato attorno ai canali consortili, con l'evidente impossibilità di perseguire adeguamenti idraulici delle sezioni chiuse che ne inalveano i tratti terminali.