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Il rischio idraulico legato al reticolo di bonifica dei comuni di costa risulta sempre più connesso alla realtà urbana, in ragione della massiccia urbanizzazione che ha interessato la Provincia di Rimini a partire dagli ultimi decenni del secolo scorso: in particolare molti dei principali canali di bonifica con sbocco a mare risultano ricettori della rete fognaria mista dei Comuni costieri.

La notevolissima attività edificatoria, dal dopoguerra alla realtà odierna, ha provocato un naturale incremento dei coefficienti di afflusso alla rete di drenaggio superficiale ed ha ovviamente aumentato il fabbisogno idrico negli anni, in un territorio che storicamente trae le maggiori risorse acquedottistiche da falda freatica; di conseguenza, anche se con minore evidenza rispetto ad altri ambiti territoriali della Regione Emilia-Romagna, la fascia litoranea del riminese è stata oggetto di fenomeni subsidenti, che hanno provocato l'abbassamento delle quote di scorrimento dei collettori principali.
Pertanto, a fronte di un notevole aumento delle portate insistenti sui canali progettati a servizio della rete di bonifica, si è ridotta nel tempo la capacità di smaltimento dei medesimi vettori idraulici, strettamente legata al livello presente nel ricettore terminale (Mare Adriatico).

Nel corso degli ultimi anni ed in particolare dal 1990 ad oggi, si è di fatto assistito all'incremento del rischio idraulico legato al reticolo consorziale, particolarmente evidente in ambito urbano, anche in ragione di tendenze climatiche differenti rispetto al passato.

I fenomeni di esondazione verificatisi nel suddetto periodo, anche se non paragonabili quantitativamente a quelli indotti dalle aste idrauliche principali nella Provincia di Rimini, ne hanno profondamente inciso il tessuto socio-economico, ponendo in primo piano il problema della difesa idraulica su tutti i Comuni della fascia costiera.

La rete di bonifica si è vista quindi costretta a seguire la massiccia tendenza evolutiva dell'urbanizzazione nella Provincia di Rimini, che non sempre ha trovato il supporto di piani e programmazioni rigorose, portando spesso ad adattamenti in corso d'opera della rete di fognatura, non supportati dai necessari approfondimenti di carattere progettuale: la conseguenza della carenza pianificatoria, in termini edilizi, si è tradotta nel consolidarsi dell'edificato attorno ai canali consortili, con l'evidente impossibilità di perseguire adeguamenti idraulici delle sezioni chiuse che ne inalveano i tratti terminali.